7 febbraio 2018

Un’oasi di pace nel salotto di Roma

 

Spesso basta un dettaglio per dare una svolta imprevista a un interno, a una casa, a un intero progetto.

Questa storia inizia tre anni fa, quando un cliente viene da me perché voleva valorizzare la sua abitazione, ma non sapeva come e io lo guido alla scoperta di quanto è importante il colore nella costruzione di un ambiente che deve riflettere la personalità di chi lo abita. Qualche mese fa torna per raccontarmi la sua idea, aprire una casa vacanza in pieno centro a Roma, dicendomi che vuole affidare a me il progetto d’interni dell’appartamento.

La casa si trova tra Piazza di Spagna e Via del Corso e ha un passato un po’ anonimo di deposito di abbigliamento. Tutti gli affacci sono interni e non ha nulla di particolarmente suggestivo, a parte un affresco di gusto orientaleggiante su uno dei soffitti.

È stato proprio l’affresco, in realtà molto evocativo, a diventare il punto di partenza di tutto il progetto.

Il primo indispensabile passo è stato cercare un architetto. Ho pensato a Matteo Soddu di Studiotamat, un professionista giovane e di talento col quale da sempre lavoro in sintonia. Con Matteo condivido la stessa visione degli interni, ma anche dell’atmosfera che voglio dare a una casa col mio lavoro: in una parola, condivido l’ispirazione e la tessitura di quel fil rouge che deve scorrere nell’ambiente mentre via via prende corpo.

Nasce così l’idea di creare una piccola oasi di pace, un luogo rilassante in contrasto con la ridondanza delle vetrine del centro di Roma, piene di oggetti e allestimenti forti, di lusso, a volte eccessivi. Volevamo che la porta di questa casa vacanza si spalancasse su un eremo elegante e sospeso, una sorta di rifugio in equilibrio tra pulizia e decor.

Partendo dall’affresco, abbiamo declinato le nuance più stemperate e leggere in tre famiglie di “non” colori. Abbiamo usato tinte cangianti, in apparenza semplici ma complesse nella composizione. Colori che, appunto, cambiano con la luce e durante il giorno.

Per il piccolo ingresso abbiamo scelto un arancio intenso arrivato dalle Fiandre e preparato dagli antichi mastri tintori di Anversa: una vera e propria ode al colore, un benvenuto agli sconosciuti che diventeranno ospiti dell’appartamento.

La zona living ha toni appena rosati, sollevati dalla presenza di una carta da parati raffinatissima di Neisha Crosland, pluripremiata designer londinese che ho il piacere di ospitare da Bludiprussia. Ai parati di Neisha abbiamo abbinato una porta/cloison con effetto pittorico decorativo oro antico per nascondere la piccola cucina.

Anche per le due camere da letto matrimoniali abbiamo scelto tinte cangianti. La prima è un salvia chiarissimo in due toni, l’altra un grigio chiaro leggermente livido: un abbinamento perfetto.

Abbiamo trasformato il lungo corridoio in un tunnel di verzura: la natura è presente nell’affresco che ha ispirato tutto il progetto e ci è venuta voglia, per accentuare l’invito al relax, di aggiungere un elemento forte che riportasse a una sensazione di estraneità rispetto al quartiere dello shopping di lusso e alle sue vetrine. Lo abbiamo infatti tappezzato interamente con “Seaweed” carta da parati di William Morris, il padre del movimento Arts and Crafts. E proprio con i suoi iconici pattern mi è sembrato di tornare agli anni in cui scoprivo il colore, le pitture e il decor inglese e iniziava l’avventura di Bludiprussia. Ma non è nostalgia, semmai chiamiamolo ritorno al futuro.

Sabina Guidotti

Foto: Daniele Molajoli

 

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