5 febbraio 2018

Tutte le sfumature del bianco

salone con arredamento classico

Quando si pensa al BIANCO nella maggior parte dei casi ci si immagina un colore piatto, unico, declinato in una sola tonalità.
Niente di più sbagliato!
Nonostante il bianco sia un colore acromatico, caratterizzato da una luminosità tale da impedire il riconoscimento di qualunque tono, esistono un’infinità di bianchi.

Ve ne accorgerete (forse alcuni di voi lo avranno già scoperto) al momento della scelta del bianco per le pareti della vostra casa. Vi troverete davanti ad un numero di sfumature cromatiche e di possibilità tale da mettervi in crisi. In quell’istante realizzerete che in realtà scegliendo il bianco ci si apre ad una grande varietà e gamma di colori diversi tra loro per tonalità, luminosità e saturazione.

A grandi linee, possiamo fare una distinzione tra diverse sfumature di bianco caldo (con toni di giallo, arancio o rosso) e di bianco freddo (con toni di verde, grigio o blu) ciascuna delle quali si adatterà meglio ai vostri ambienti in base alla quantità di luce che li illumina e all’arredamento così da ottenere atmosfere diverse ed una nuova percezione degli spazi.
In ogni sua declinazione, il bianco rimane un colore chic, luminoso, semplice ma allo stesso tempo ricco di personalità, in grado di soddisfare le esigenze ed i gusti di tutti, senza risultare “invadente”e senza annoiare.

Esistono però almeno 10 gradazioni di bianco che vi sorprenderanno per le loro differenze e che vi faranno riflettere d’ora in poi quando parlerete di bianco, come ad esempio il bianco antico, quello che gli inglesi chiamano off-white, simile al bianco avorio, un bianco “sporco”, caldo, elegante, perfetto per creare contrasti morbidi. Oppure il bianco navajo, dalla tonalità giallognola e sabbiosatanto da essere quasi più un giallo che un bianco – che prende il nome dai colori tipici dell’Arizona dove vivono le popolazioni Navajo. Nato negli anni Sessanta, è stato molto utilizzato nelle abitazioni degli Stati Uniti fino agli anni Ottanta.

E da oggi saprete che una parete non è mai “semplicemente bianca” e avrete l’occhio allenato a riconoscere quelle situazioni in cui il bianco è stato una scelta di stile o una scelta di comodo.

 

 

 

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